1.16.2005


Cantieri educativi in rete: comunicazione e comunità nella città educativa


Chiunque affronti un progetto
pensa ad azioni
destinate a trasformare
situazioni esistenti in
situazioni desiderate

Loris Malaguzzi

La città: teatro di relazioni
Le città in movimento si costruiscono, si restaurano, si rinnovano. La caratteristica della città non è solo quella di essere uno spazio densamente costruito, ma è quella di essere teatro per eccellenza delle relazioni umane, nel senso che unisce in un’unica scenografia tante realtà, tanti eventi di natura e provenienza diverse, rappresentanti o rappresentate da individui che in questa dinamica possono avere parte attiva o passiva. La relazione servizi educativi-famiglia viene indicata in genere con il termine “partecipazione”, anche se sotto questo unico termine si fanno rientrare teorie, esperienze e progetti anche molto diversi. La partecipazione si fonda sull’idea che la cultura è un prodotto sociale in continua evoluzione, che ogni soggetto è portatore di un sapere parziale e sono importanti e rilevanti i punti di vista di tutti in dialogo dentro una cornice di valori condivisi. Queste sono idee fondanti la partecipazione ma anche l’idea stessa di democrazia. E’la partecipazione che apre il dialogo tra differenti, la costruzione comune, la comunicazione come valore, Partecipare è un verbo che si può coniugare sia al singolare che al plurale.Ognuno può partecipare come soggetto singolo, che singolarmente porta il suo contributo e singolarmente raccoglie informazioni e contributi dagli altri. La partecipazione individuale , trova un senso diverso se un servizio educativo si propone come comunità-in relazione alla comunità più ampia che è la città-e con una progettualità più larga. Non si può inoltre eludere da una stretta relazione con le problematiche sociali e culturali, le idee,i contesti e gli stili di vita che sono in continua modificazione, per leggere, interpretare e produrre visioni aggiornate di pratiche e di valori, proposte culturali e politiche, con uno sguardo il più possibile capace di “tenere insieme i grandi orientamenti, i valori che guardano al futuro e la particolarità dell’azione educativa”.


Contesto e fabbisogno

“ Di una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda”(Calvino,Le città invisibili, Einaudi, pag44)

1)-L’insistenza sul tema della documentazione è un elemento che sta caratterizzando sempre di più lo sviluppo della nostra società dal settore tecnologico a quello sociale. I servizi educativi si trovano davanti all’espressione di un bisogno crescente che è quello di trovare gli strumenti che permettano agli utenti da un lato e agli operatori dall’altro di orientarsi nella mole di informazioni prodotte.
2)-Genitori disorientati dai troppi stimoli che ricevono si presentano alle strutture educative con l’esigenza di essere rassicurati e in parte guidati nel loro essere padri e madri. Non sono più solo utenti di un servizio di cura e/o educativo per i loro figli, spesso cercano risposte alle loro difficoltà.


Attraverso un “luogo di confronto” e divulgazione delle esperienze e delle riflessioni che continuamente nascono nel lavoro educativo ad opera delle famiglie, degli educatori e degli esperti, favorire:
1)l’immagine di una amministrazione che scende dal piedistallo per diventare “figura scaffold” che “incontra e sostiene” con il beneficio derivante dell’instaurazione di un rapporto di fiducia con l’utenza;
2) la valorizzazione del capitale intellettuale interno all’amministrazione attraverso la formazione e riqualificazione del personale;
3)la collaborazione con enti, associazioni,università.

Investire in educazione e compartecipazione educativa significa privilegiare l’etica dello “scambio”.”Scambio” ha dentro di sé l’etimo di “cambiamento”; non solo impegna a ripensare la propria esperienza per proporla ad altri e a predisporsi all’ascolto delle esperienze altrui, ma facilita la costruzione di una nuova cultura, assieme. Puntare sulla qualità del coinvolgimento capace di sollecitare un sentimento di appartenenza dando forma alle relazioni, ai raccordi, ai flussi comunicativi. tra i diversi soggetti interessati, significa puntare su un modello “circolare” di comunicazione, una comunicazione che “fa rete”. La rete crea comunità.
Le communities on line tra gli utenti del sito di una PA locale offrono loro la possibilità di interagire con le istituzioni locali in maniera diversa, recuperare e sviluppare un senso di appartenenza e di fidelizzazione con il contesto territoriale e istituzionale. Chi sente di appartenere ad una comunità visita più spesso il sito e partecipa con maggiore entusiasmo alle iniziative proposte.